Le modifiche alla tassazione delle fondazioni familiari dovrebbero entrare in vigore nel 2026. Il disegno di legge, elaborato dal Ministero delle Finanze, ha suscitato notevoli polemiche, in particolare per quanto riguarda la limitazione della libertà delle fondazioni nella gestione del proprio patrimonio. Un elemento chiave è l'introduzione del cosiddetto "asset lock-up", ma le nuove normative riguardano anche altri importanti ambiti fiscali.
Paweł Turek, avvocato, consulente fiscale e partner di BTTP, sottolinea che il lock-up di 36 mesi è una soluzione "assurda" perché impedisce alle fondazioni di vendere i propri beni nel momento di mercato più favorevole, anche quando raggiungono i massimi storici. A suo avviso, questo approccio contraddice la natura stessa di una fondazione familiare, la cui missione è quella di costruire e proteggere i beni per le generazioni future. Critica inoltre l'incoerenza di questa soluzione con altre normative fiscali: un lock-up di 36 mesi (e in pratica fino a 47) non è in linea con i termini di 24 mesi previsti per detenere azioni al fine di beneficiare dell'esenzione dal pagamento dei dividendi specificati nella motivazione del disegno di legge. Sostiene inoltre che la proposta contiene un elemento retroattivo: applica il lock-up ai beni trasferiti a partire dal 1° settembre 2025, sebbene l'entrata in vigore delle norme non sia prevista prima del 1° gennaio 2026. Sottolinea che le norme che limitano i diritti dei contribuenti ad aliquote ridotte o esenzioni fiscali non possono essere applicate retroattivamente. A suo avviso, questo è un ulteriore esempio di quanto possa essere instabile il diritto tributario in Polonia. Aggiunge che se il disegno di legge sulla tassazione delle fondazioni familiari venisse promulgato in questa forma, i maggiori beneficiari sarebbero senza dubbio le fondazioni e i trust esteri.
A cos'altro vale la pena prestare attenzione:
• Il lock-up triennale si applica ai beni conferiti, trasferiti a titolo gratuito o acquisiti da entità collegate. Le vendite durante il periodo di lock-up comportano un'imposta sul reddito delle società (IRS) del 19%. Tuttavia, la fondazione potrà dedurre tale imposta (in caso di uscita anticipata) dall'imposta sul reddito delle società del 15% che riscuote al momento della distribuzione dei fondi ai beneficiari.
• A causa del modo in cui viene calcolato il lock-up, il periodo effettivo di restrizione può arrivare fino a quasi 4 anni.
• L'esenzione dall'imposta sulle società (CIT) si applicherà solo agli affitti a lungo termine di appartamenti a scopo residenziale: gli affitti a breve termine, la fornitura di servizi di alloggio (ad esempio, come parte di appartamenti giornalieri o cosiddetti condo-hotel), gli affitti per scopi aziendali o commerciali saranno soggetti a CIT. I redditi derivanti da qualsiasi tipo di affitto di immobili commerciali continueranno a essere esenti da CIT.
• I redditi generati da una fondazione familiare tramite entità fiscalmente trasparenti, come le società di persone, devono essere tassati.
• Le fondazioni saranno coperte dalle disposizioni in materia di CFC, imposta di uscita e un catalogo esteso di profitti nascosti delle fondazioni familiari (prestiti condonati, scaduti, inesigibili).
• Il calendario legislativo presuppone che le norme entrino in vigore il 1° gennaio 2026 e che riguardino i beni retroattivamente da settembre 2025, il che richiede reazioni urgenti da parte delle parti interessate.
Siete pronti per questi cambiamenti? In che modo influenzeranno la flessibilità degli investimenti e la protezione del patrimonio nelle fondazioni familiari? Scoprite come prepararvi alle nuove normative ed evitare potenziali insidie fiscali.
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